lunedì 24 marzo 2014

Ferrara dal lento incedere

La mia mente si spegne e muore nel caos cittadino,
soffoco nello smog ed ansimo di stress in una continua corsa contro il tempo.
Nella natura e nella pace di un incedere lento, di città popolate di sole bici e pedoni, rinasco.
Prendo di nuovo a scrivere poesie, a sognare, vivere.
Come se questi occhi non chiedessero che vedere pietre rosse e merli di torri medievali.
Questa città fatta di Medioevo e rinascimento, mi tiene vivo e mi cattura il cuore.

Pensiero del mattino

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La grandine del mattino uccide i fiori di ciliegio, incollando a terra tutti i miei sogni appena sbocciati.

giovedì 6 febbraio 2014

Il paradiso terrestre

Il paradiso terrestre


Quando Dio decise di punirci obbligandoci al lavoro, credo intendesse esattamente il lavoro dipendete. 
Ora ci sono due cose che non cambiano mai, una, che c'è sempre qualcuno a comandarci e due, che non siamo mai veramente liberi di fare come ci pare della nostra vita. 
Con questi presupposti possiamo pensare che l'uomo non sia mai stato mandato via dall'eden o che forse la terra ed il paradiso sono la stessa cosa e ci hanno solo preso in giro alla grande. Io credo di averla ormai scontata la pena di una donna di nome Eva che non conosco, quando mi sarà data un po' di libertà?

giovedì 23 gennaio 2014

Gocce

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Non siamo altro che piccole gocce di rugiada,
ci diluiamo tra le massa nelle giornate uggiose
e ci lasciamo evaporare nella nostra giornata più assolata.

mercoledì 22 gennaio 2014

Sempre

La mia casa ha sempre lo stesso aspetto, il mio ufficio ha sempre lo stesso aspetto, vedo sempre la stessa gente, faccio sempre le stesse cose, la mia vita ha sempre lo stesso sapore, forse la felicità è non avere niente da fare ed improvvisare.

mercoledì 15 gennaio 2014

Possibilità

Sto provando ad immaginare una buona uscita di scena, 
nessun pensiero mi è più dolce 
di quelli che si ispirano alla libertà.
Alle volte un abisso apre nuove strade 
ma se non arriva, 
dovrò pur decidermi a saltare.


Riflessioni

mercoledì 1 gennaio 2014

Il nuovo anno nuovo


Cielo rosso denso di emozioni assopite,
strade deserte ed un freddo penetrante fuori
che mi attraversa fino a dentro il cuore.
Primo giorno di lavoro dell'anno,
forse troppo vicino all'ultimo
di quello precedente.
Cammino verso l'auto carico di insoddisfazioni,
come un automa programmato per andare avanti
metto in fila i miei passi uno dopo l'altro.
Nonostante la magnifica alba all'orizzonte
non mi aspetto niente di meglio 
restando schiacciato dal mio realismo.
Osservo questa città che non mi ha mai dato occasioni,
forse mi odia almeno, quanto la odio io
ma non ho voglia di scappare,.
Mille coscienze esterne mi intimano la cosa da fare,
andare avanti, accettare e sopportare con gioia.
Provo a fidarmi ed intanto, aspetto di impazzire.